Sull’origine del riso non ci sono dubbi, arriva dall’estremo oriente, da dove si è diffuso verso ovest. Il riso è il cereale più diffuso al mondo, alimento base di circa 1/3 della popolazione terrestre si presta a un’infinità di preparazioni ed è un ingrediente dalla straordinaria versatilità. Il riso è coltivato, oltre che in quasi tutti i paesi dell’Asia orientale, in Egitto, in Italia, negli Stati Uniti e in Brasile. La sua coltivazione esigendo un’abbondante disponibilità di acqua, avviene in appositi appezzamenti, detti risaie, che vengono sommersi (tranne alcune varietà) dall’acqua. Quando il riso veniva coltivato manualmente c’erano figure popolari legate a questo lavoro: le mondine, che nel corso dei mesi di coltivazione, dalla primavera ai mesi invernali, si recavano nelle zone di raccolta, e il loro lavoro consisteva nello strappare erbacce dalle piantagioni. 

Per le caratteristiche organolettiche e la sua versatilità il riso è usato moltissimo in campo alimentare. In Giappone, ad esempio, è possibile anche bere vino di riso, si chiama Sakè e rappresenta una bevanda tradizionale che in precedenza veniva usata come bevanda propiziatoria nelle cerimonie religiose.

Forse uno dei migliori usi del riso si ha nella nostra cucina italiana con gli innumerevoli risotti che abbiamo il piacere di assaporare. Per esempio, per i baresi, il risotto ai frutti di mare o la celebre ‘tiella’ di “riso, patate e cozze”  non temono confronti e concorrenza con nessun altro piatto.

Esistono diversi tipi di riso e ognuno ha un suo uso specifico. Per esempio, il riso Carnaroli è molto diffuso e viene usato molto nella nostra cucina perché si pensa che si adatti bene a diverse ricette. Inoltre ha una cottura abbastanza veloce che richiede circa 15 minuti. Esiste poi il riso Venere che è un riso selezionato e prodotto in Italia e utilizzato per realizzare insalate esotiche e altre preparazioni in cui siano richieste la sua presenza coreografica o le sue qualità nutrizionali. Il pericarpo di questo riso, infatti, è viola-nero e contiene preziose vitamine e sostanze antiossidanti. Il suo nome deriva dalla suggestiva credenza che questo riso abbia potere afrodisiaco. Un riso molto pregiato è il Vialone Nano perché ha una forma rotonda che permette una cottura uniforme, diffuso soprattutto nel Veneto, dove ha ottenuto l’Igp, e nel Mantovano, viene utilizzato sempre più diffusamente per i risotti.  

Il risotto non è una ricetta, ma è un tipo di cottura, è un primo piatto tipico della cucina italiana, originario della Lombardia poi diffusosi in tutto il nord Italia e oggi presente in numerose versioni in tutto il paese. La sua caratteristica principale è il mantenimento dell’amido, che, gelatinizzatosi a causa della cottura, lega i chicchi tra loro in un composto di tipo cremoso.  Il metodo di cottura per i risotti è pressoché sempre lo stesso: prima si fa tostare il riso insieme a una sostanza grassa, come olio o burro, poi si passa alla cottura a fuoco lento del riso aggiungendo a necessità del liquido, come brodo, necessario a consentire l’assorbimento da parte dei chicchi di riso e la cottura in un costante equilibrio di umidità.

Uno dei risotti classici è il risotto alla milanese con lo zafferano, un piatto semplice ma molto gustoso che ormai fa parte di tutta la cucina italiana.