La pizza, si sa, è il piatto più diffuso al mondo, basti pensare che il suo nome resta immutato in tutte le lingue. L’origine di questa pietanza ha però un velo di mistero in quanto non gli si può attribuire una data di nascita precisa essendo numerose le testimonianze che la collocano in tempi diversi. I primi segni di pizza si hanno con la schiacciata, un impasto di acqua e farina cotta su pietre roventi. La farina però non derivava dal grano ma da miglio e orzo schiacciati insieme. Gli egizi poi scoprirono i processi di lievitazione naturale e con essi la possibilità di avere una schiacciata più buona e digeribile che si poteva cuocere in forno. Al miglio e all’orzo subentrarono poi avena e farro e da quest’ultimo si arrivò finalmente al frumento. Con l’avvento della farina di frumento la schiacciata si trasforma nella focaccia che entra a poco a poco a far parte del pasto quotidiano di greci, romani e pompeiani, come dimostrano i resti della cittadina affacciata al Vesuvio. La certezza di questo piatto è tuttavia quella che è a Napoli che la pizza ha raggiunto l’eccellenza.

La prima pizza “pomodoro e mozzarella” venne preparata a metà del 1800 in occasione della visita a Napoli dei sovrani d’Italia Re Umberto I e la Regina Margherita. La storia ci racconta che Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo dell’epoca, realizzò per i sovrani tre pizze, tra cui quella pomodoro e mozzarella. La sovrana apprezzò così tanto questa da voler ringraziare ed elogiare il pizzaiolo per iscritto. Per contraccambiare, Esposito diede il nome della Regina alla sua creazione culinaria, che da allora si chiama Pizza Margherita.

Esistono diversi tipi di pizza; oltre alla famosa pizza napoletana, che si contraddistingue per il suo cornicione generoso, esiste la pizza romana in teglia, chiamata “scrocchiarella” per il suo essere croccante. Esiste poi la pizza fritta, nata a Napoli alla fine della seconda guerra mondiale. Essendo fritta nell’olio e non cotta nel forno a legna poteva essere venduta per strada, diventando uno dei primi street food. La caratteristica della pizza fritta è la tasca che si crea al suo interno durante la frittura che può essere riempita di qualsiasi cosa, è ottima con salame napoletano, ricotta e pepe, ma anche con cioccolato e zucchero a velo.

Dal 4 febbraio 2010 la pizza è diventata Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea, e nel 2017 l’UNESCO ha dichiarato “l’arte del pizzaiuolo napoletano” patrimonio immateriale dell’umanità.