L’aceto balsamico di Modena IGP è caratterizzato da un colore marrone scuro e dal gusto agrodolce ed è uno degli aceti più amati e popolari. La materia prima per questo aceto è il mosto d’uva di determinati vitigni. È alla tradizione degli antichi Romani che risale la pratica della cottura del mosto d’uva: il cosiddetto “sapum” era utilizzato sia come medicinale sia in cucina, come dolcificante e condimento. A partire dall’XI secolo la produzione di questo aceto particolarissimo si lega a Modena: diventerà nel tempo sinonimo di cultura e di storia di un territorio unico per caratteristiche pedoclimatiche e per saperi e talenti umani. Il termine “Balsamico” è stato utilizzato per la prima volta nel 1747 e deriva da i suoi antichi usi terapeutici. Le botti in cui viene fatto invecchiare l’aceto balsamico possono essere di legni diversi: di castagno, rovere, gelso, frassino, ciliegio o ginepro, e, a seconda del tipo di legno usato, l’aceto acquisisce un sapore diverso.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP viene oggi commercializzato in 120 Paesi del mondo, con una produzione di circa 90 milioni di litri l’anno. A livello normativo, nel 2009, la Commissione Europea inserisce la denominazione Aceto Balsamico di Modena nel registro delle produzioni IGP.

La diffusione dell’aceto balsamico ha portato ad un largo uso in cucina ed alla pubblicazione di numerose ricette; è generalmente utilizzato nelle preparazioni più sofisticate, laddove si preferisce un’acidità meno aspra rispetto a quella tipica dell’aceto di vino, è un condimento che si adatta a molte preparazioni, si abbina bene con ogni portata, anche nei dolci crea un gusto unico e inimitabile.